venerdì, 06 febbraio 2009

Supplizio



Diceva quello.
"La vita è sofferenza.  Si è costretti a nascere, e morire tutti  giorni per poter perpetrare l'etterno supplizio."

Anonimo
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mercoledì, 04 febbraio 2009

La Frizione




Quella mattina si era alzato presto. Da due settimane aveva programmato di andare a trovare l’ex moglie. Erano separati da circa un anno. Lui aveva iniziato una nuova vita ed una nuova relazione con una ragazza conosciuta da poco, ma già vivevano insieme. Avevano più o meno la stessa età, e tanti sogni da condividere tenuti da troppo tempo nel cassetto. Entrando in cucina, la trovò mentre preparava la colazione.

“Buongiorno amore. La vai a trovare oggi?” dice lei.

“Si, oggi.” dice lui.

“Ti accompagno a lavoro, poi vado.”

L’ex moglie viveva ancora nella loro casa fuori città. Quando si erano separati dovette lasciarle anche la vecchia auto che usava per andare a lavorare. Fu costretto a comprarsi uno scooter.

“In fin dei conti, per muoversi in città è anche più comodo” diceva sempre lui.

Tornare da lei, ogni tanto, non gli faceva più nessun effetto. Nessuno, come quando vai a trovare un vecchio amico, o i tuoi genitori. Niente. Ci vai, ci stai, e poi torni via.

Lascia la sua ragazza a lavoro, salutandola con un bacio.

“Ci vediamo stasera” si promettono in coro.

Sale sul suo scooter e si prepara ad attraversare la città. Prima di partire la chiama, lei gli risponde con la voce ancora assonnata.

“Ciao, sto partendo, mi ci vorrà un po’. “ dice lui.

“Ok, io intanto sonnecchio ancora. Chiamami quando stai per arrivare che devo chiudere i cani”. La sua vecchia casa aveva un bel giardino, dove ci stavano i cani del nuovo compagno della moglie.

Lui la andava a trovare sempre quanto l’altro non c’era. Non che ci fosse della conflittualità tra i due, ma preferivano non incontrarsi per non doversi trovare nell’imbarazzo di rappresentare allo stesso momento il passato ed il presente di quella donna.

Ormai era per strada già da una ventina di minuti, tra non molto avrebbe chiamata per avvertirla di chiudere i cani. Era contento di essere quasi arrivato. Si sarebbe fatto una doccia, avrebbe giocato un po’ con quei cani che trovava stupendi; magari avrebbe anche cucinato qualcosa per loro due, e pranzare insieme. Come facevano una volta.

In quei momenti, un po’ si intristiva. In quei momenti, quando si trovavano a tavola insieme, con la cucina in disordine, i piatti da lavare e la televisione accesa. Non riusciva a capire se da quella situazione ne era voluto fuggire, o se iniziava a provarne un po’ di nostalgia.

Lui si comportava normalmente con la sua ex, sperando che quei suoi pensieri non iniziassero a trasparire. Mancavano solo pochi minuti al suo arrivo, e il suo scooter smise di funzionare di schianto. Si blocca, non avanza di un solo metro. Prova ogni manovra per poter ripartire, ma non serve a niente. Spegne il motore, scende e chiama l’ex moglie.

“Sono io” dice lui.

“Sei arrivato? Aspetta che chiudo i cani” dice lei.

“No. Non vengo più. Si deve essere guastato lo scooter. Devo portarlo a far riparare. Forse la frizione ha ceduto.

“Ah!” schiocca lei.

“Ti faccio sapere se riesco a passare più tardi” dice lui.

“Allora lascio fuori i cani”dice lei.

“Si, meglio. Ci sentiamo presto.”

postato da xabaras15 alle ore 13:19 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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